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24 luglio 2010

SOTTOSCRIVI ANCHE TU QUESTA LETTERA

No legge bavaglio alla rete

Nobavaglio

Al Presidente della Camera, On. Gianfranco Fini
Al Presidente della Commissione Giustizia della Camera dei Deputati On. Giulia Bongiorno
Ai Capi-gruppo alla Camera dei Deputati
A tutti i Deputati

La decisione con la quale, lo scorso 21 luglio, il Presidente della Commissione Giustizia della Camera, On. Giulia Bongiorno, ha dichiarato inammissibili gli emendamenti presentati dall’On. Roberto Cassinelli (PDL) e dall’On. Roberto Zaccaria (PD) al comma 29 dell’art. 1 del c.d. ddl intercettazioni costituisce l’atto finale di uno dei più gravi – consapevole o inconsapevole che sia – attentati alla libertà di informazione in Rete sin qui consumati nel Palazzo.

La declaratoria di inammissibilità di tali emendamenti volti a circoscrivere l’indiscriminata, illogica e liberticida estensione ai gestori di tutti i siti informatici dell’applicabilità dell’obbligo di rettifica previsto dalla vecchia legge sulla stampa, infatti, minaccia di fare della libertà di informazione online la prima vittima eccellente del ddl intercettazioni, eliminando alla radice persino la possibilità che un aspetto tanto delicato e complesso per
l’informazione del futuro venga discusso in Parlamento.

Tra i tanti primati negativi che l’Italia si avvia a conquistare, grazie al disegno di legge, sul versante della libertà di informazione, la scelta dell’On. Bongiorno rischia di aggiungerne uno ulteriore: stiamo per diventare il primo e l’unico Paese al mondo nel quale un blogger rischia più di un giornalista ma ha meno libertà.

Esigere che un blogger proceda alla rettifica entro 48 ore dalla richiesta – esattamente come se fosse un giornalista – sotto pena di una sanzione fino a 12 e 500 mila euro, infatti,significa dissuaderlo dall’occuparsi di temi suscettibili di urtare la sensibilità dei poteri economici e politici.

Si tratta di uno scenario anacronistico e scellerato perché l’informazione in Rete ha dimostrato, ovunque nel mondo, di costituire la migliore – se non l’unica – forma di attuazione di quell’antico ed immortale principio, sancito dall’art. 19 della dichiarazione Universale dei diritti dell’Uomo e del cittadino, secondo il quale

“Ogni individuo ha il diritto alla libertà di opinione e di espressione, incluso il diritto di non essere molestato per la propria opinione e quello di cercare, ricevere e diffondere informazioni e idee attraverso ogni mezzo e senza riguardo a frontiere”.

Occorre scongiurare il rischio che tale scenario si produca e, dunque, reintrodurre il dibattito sul comma 29 dell’art. 1 del ddl nel corso dell’esame in Assemblea, permettendo la discussione sugli emendamenti che verranno ripresentati.


L’accesso alla Rete, in centinaia di Paesi al mondo, si avvia a divenire un diritto fondamentale dell’uomo, non possiamo lasciare che, proprio nel nostro Paese, i cittadini siano costretti a rinunciarvi.


Guido Scorza, Presidente Istituto per le politiche dell'innovazione

Vittorio Zambardino, Scene Digitali

Alessandro Gilioli, Piovono Rane

Arianna Ciccone, Festival Internazionale del Giornalismo e Valigia Blu

Filippo Rossi Direttore, Ffwebmagazine e Caffeina magazine

Stefano Corradino, Articolo 21

Luca Conti, Pandemia

Fabio Chiusi, Il Nichilista

Daniele Sensi, L'AntiComunitarista

Wil Nonleggerlo, Non leggere questo Blog!

Il FORM per sottoscrivere alla importantissima inziativa, e' al Link copiato qui sotto

http://www.valigiablu.it/doc/162/no-legge-bavaglio-alla-rete.htm

 

11 giugno 2010

Le loro mani nelle nostre tasche

Da LETTERE e RISPOSTE

Le loro mani nelle nostre tasche

Postato in Lettere il 11 giugno, 2010

La manovra finanziaria progettata da questo governo, per una nazione che se la passa meglio delle altre, che non ha problemi presenti, né futuri, con una economia in netta ripresa, esportazioni aumentate, evasione fiscale sotto controllo, ha tutti i crismi di una ulteriore illusione proveniente dalle apparenze che si sostituiscono alla realtà.

L’abusato slogan di “non mettere le mani nelle tasche degli italiani”, ne rappresenta la sintesi più evidente e più ipocrita.

Secondo la logica di questo governo, le mani nelle tasche degli italiani si mettono solo aumentando le imposte dirette, che il governo non intende aumentare per non colpire i grandi patrimoni che garantiscono continuità al governo; grandi patrimoni già ampiamente premiati con lo scudo fiscale che ha reso anonimi tutti quei capitali frutto di evasioni, estorsioni, pizzi, malaffare, traffico di armi e droghe, tangenti, truffe, scalate e amenità varie.

Ma servono quattrini, perché la verità è ben diversa dalle illusioni esaltate; servono quattrini per mantenere a galla questa barca che fa acqua da tutte le parti, e fornire l’illusione di un benessere che però è riservato ai pochi della casta.

Ecco che viene legiferata una manovra che si aggiunge a tutte le altre indirizzate a colpire sempre i soliti a reddito fisso. Comuni, province, regioni hanno mano libera per costringere i cittadini a mettere le mani nelle proprie tasche per ottenere quei servizi, già ampiamente pagati, ma diventati inefficaci, stente la sottrazione dei finanziamenti.

Si chiamano “privatizzazioni” e sono quelle manovre affidate a gruppi di potere che pretendono, in forza di legge, di farci pagare anche l’aria che respiriamo.

Privatizzati i parcheggi con le strisce blu; privatizzata la riscossione di balzelli vari al fine di poter elargire l’agio sempre ai soliti gruppi di potere occulto; minacciata privatizzazione dell’acqua, dei rifornimenti all’esercito, dei servizi pubblici. Tutto ciò si aggiunge al regalo dell’Alitalia ad una cordata di eroici imprenditori… con quattrini pubblici.

L’aumento esponenziale delle tasse indirette, che paghiamo tutti nella medesima dimensione, è lo strumento principe di disuguaglianza sociale, perché serve solo a impoverire i poveri e dilatare le fortune esistenti.

La prova sta nella enorme differenza esistente tra la produzione da lavoro e la commercializzazione industrializzata; si tratta di un passaggio di valuta che costringe il lavoro a non essere retribuito, mentre esalta i rendimenti di quanti hanno posto a disposizione del mercato solamente servizi ausiliari che non generano lavoro anzi ne bloccano lo sviluppo, portando al fallimento le piccole aziende artigianali, a gestione familiare, che una volta rappresentavano l’ossatura principale dell’economia e furono i maggiori attori del miracolo economico degli anno ’60.

Ora viene progettato un miracolo economico inverso: al termine di questa crisi, che non finirà mai, ma ci diranno che è finita, ritroveremo l’85% del patrimonio nazionale nelle mani del 15% della popolazione, che renderà controllabile e ricattabile l’economia, mentre grandi capitali prenderanno la via delle isole felici, in attesa del prossimo condono.

E’ la strada tortuosa, nascosta da panorami di carta, che conduce alla rivolta popolare.

Rosario Amico Roxas

15 gennaio 2010

Tutte le Leggi “Ad Berlusconem



La Memoria non basta. Ma è un buon inizio.

Dal Blog di Damiano Rama

Ricordarsi che nei poco più che 7 anni di Governo, un signore ha ottenuto almeno 17 leggi calcolate su misura per se, le proprie aziende, i propri familiari, i propri collaboratori, questo è un buon inizio.

Interesse privato in atti d’ufficio, questo è il conflitto di interessi.

E questi interessi, purtroppo per l’Italia, li coltiva anche la cosiddetta sinistra. 

Non ho infatti elencato le numerose e importanti leggi che hanno di fatto favorito e protetto patrimonio e potere del signor B. Leggi promulgate quando era al Governo il centrosinistra. 

(Due esempio su tutte:

1-il l’appoggio politico speciale alla quotazione in Borsa, contro le normali pratiche vigenti, della Fininvest all’epoca enormemente indebitata.

2-Il costante, pertinace rifiuto ad applicare le numerose sentenze italiane ed europee che imponevano lo spostamento di Rete 4 sul satellite, avendo perso la gara d’appalto per le frequenze televisive nazionali.)

Non entro nel merito dei processi, ma la semplice esistenza di questa lista, la semplice ignoranza di questa lista che affligge varie decine di milioni di italiani, disegna un’anomalia che ci toglie il diritto di parlare di “Democrazia”.

Buona lettura  della Pagina al Link qui sotto copiato

http://damianorama.wordpress.com/2010/01/13/tutte-le-leggi-ad-berlusconem/


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